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LETTERA
A TUTTI I FRATI DELL'ORDINE |
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“NON POSSIAMO
TACERE CIò
CHE ABBIAMO VISTO E ASCOLTATO” (At 4,20)
Lettera a tutti i frati dell’Ordine
Cari frati, vi giunga un saluto di pace e
bene in Gesù Cristo e nel Serafico Padre san
Francesco. Ci siamo riuniti a Cochin nello
stato del Kerala, in India, con il Ministro
Generale e il suo definitorio, per il primo
Congresso Internazionale Missionario, nei
giorni 12-22 gennaio 2006.
Abbiamo riflettuto insieme con attenzione
sul tema: “Formare Frati Minori Conventuali
all’internazionalità e alla missione
all’inizio del terzo millennio”. Alla
conclusione dei lavori del Congresso
sentiamo anzitutto il dovere e la gioia di
ringraziare i nostri fratelli della Custodia
provinciale S. Massimiliano Kolbe
dell’India, i quali si sono prodigati con
grande disponibilità per rendere
confortevole il nostro soggiorno e per
facilitare in ogni maniera i nostri lavori,
senza trascurare di farci conoscere alcuni
aspetti particolarmente significativi della
cultura e del territorio. Ci ha riempito di
meraviglia una Custodia in rapida crescita,
che manifesta una singolare vitalità e
vivacità francescana e un vivo senso di
appartenenza all’Ordine. Ci siamo davvero
sentiti accolti come fratelli!
Siamo riconoscenti a Dio per esserci potuti
incontrare così numerosi (eravamo 68 frati)
provenienti dai cinque continenti, di lingue
e culture diverse, uniti dall’obiettivo di
promuovere un rinnovato impegno missionario
ed offrire spunti per una aggiornata
metodologia missionaria dell’Ordine. Le
relazioni ascoltate, la condivisione di
esperienze e gli scambi fraterni si sono
incentrati sui temi: fraternità, vangelo,
multiculturalità e inter-culturalità,
missione. Molto attenta e coinvolgente è
stata la partecipazione di tutti i presenti.
Il pellegrinaggio ai luoghi di san Tommaso
apostolo, secondo la tradizione primo
evangelizzatore dell’India, l’incontro con i
cardinali Ivan Dias, Arcivescovo di Mumbai,
e Varkei Vithayathil, Arcivescovo di
Ernakulam, Primate per il rito
siro-malabrico, la celebrazione domenicale
dell’Eucaristia in rito siro-malabarico, la
visita a luoghi significativi della Custodia
come il postulato ed il seminario maggiore,
nonché una escursione in barca in una zona
molto suggestiva, hanno completato in modo
significativo questa esperienza di
condivisione.
Durante il Congresso abbiamo riflettuto su
una serie di argomenti, che vogliamo qui
richiamare sinteticamente.
Il mondo in cui molti di noi vivono è
segnato dal fenomeno del secolarismo, dalla
indifferenza e soprattutto dalla
globalizzazione: tutto questo produce
sovente una profonda crisi dei valori umani,
religiosi, sociali e culturali; crea inoltre
un deterioramento della situazione
economica, che incrementa la povertà,
l’ingiustizia, l’esclusione di troppi
dall’uso dei beni ed i flussi migratori
verso l’Occidente e le megalopoli. Questi
fenomeni accelerano i processi di
internazionalità e di multiculturalità, i
quali però non sono quasi mai accompagnati
da un vero dialogo interculturale. Si tratta
di situazioni che interpellano la Chiesa e
la vita religiosa, e dunque anche il nostro
Ordine, e che ci chiedono un cambiamento del
nostro “essere in missione”.
Costatiamo che la Chiesa, e anche il
nostro Ordine, stanno provvidenzialmente
crescendo, anche quantitativamente, nel Sud
del mondo (Asia, Africa, America Latina).
Questo fatto ci stimola non solo a saper
accogliere la diversità del fratello come
dono di Dio (Testamento 1), ma anche a
costruire una vera fraternità in costante
ascolto reciproco e in permanente scambio
culturale. Questo processo esige una grande
apertura di mente e di cuore ed una
conversione permanente da autentici frati
minori.
La nostra missione ha una radice
trinitaria: scaturisce dall’unica missione
del Figlio di Dio, Gesù Cristo, inviato dal
Padre (cfr Ad gentes 2), e si attua
soprattutto nella testimonianza di una vita
contemplativa, santa, fraterna (cfr
Redemptoris missio 90). La missione ci
riguarda veramente tutti, in tutti i luoghi
in cui l’Ordine è presente. Vogliamo
sottolineare che anche i frati che vivono
nelle chiese di antica o non recente
fondazione, in ambienti spesso molto
secolarizzati ed indifferenti, sono chiamati
ad “andare”, con umiltà e semplicità, verso
i fratelli ai quali la figura di Gesù e
l’appartenenza alla Chiesa “non interessa”.
E vogliamo anche ricordare che l’impegno per
la giustizia, la pace, la salvaguardia del
creato, il dialogo interreligioso sono parte
irrinunciabile della missione.
Alla luce della Parola di Dio, e chiedendo
l’intelligenza che viene dallo Spirito,
accogliamo con umiltà i doni che il Signore
ha operato nel nostro Ordine: il notevole
incremento della nostra presenza in nuovi
paesi negli ultimi 40 anni, specialmente nel
Sud del mondo e nell’Est europeo, la
generosa disponibilità di molti frati per la
missione ad gentes, le nuove vocazioni alla
vita francescana, la testimonianza profetica
di alcuni frati in ambienti difficili ed
emarginati che abbiamo potuto conoscere
anche nel corso del Congresso, la ricerca di
nuovi spazi di presenza francescana
particolarmente nel dialogo inter-religioso
secondo lo “spirito di Assisi”, la
solidarietà espressa da molti benefattori.
Nello stesso tempo, siamo coscienti dei
nostri errori personali ed istituzionali che
hanno ostacolato la nostra missione di frati
minori: un certo individualismo nelle
iniziative missionarie, un modo troppo
occidentale di operare nelle missioni ad
gentes, una scarsa collaborazione fra le
Province, la carenza di preparazione dei
missionari, la mancanza di un vero progetto
missionario dell’Ordine.
La revisione della nostra storia recente,
alla luce del nostro carisma, ci spinge a
rinnovare il nostro impegno di vita
fraterna, di minorità, di testimonianza
evangelica e di conversione permanente,
annunciando il regno di Dio e la sua
giustizia mediante una vita in semplicità e
una scelta preferenziale per i poveri, gli
emarginati, senza temere di aprire un
dialogo sincero con tutti, come ci insegna
con grande efficacia il nostro Padre san
Francesco (cfr Rnb XVI). Da questa
esperienza di Congresso noi sentiamo, come
gli apostoli, che “non possiamo tacere ciò
che abbiamo visto e ascoltato” (At 4,20).
Pensiamo che il modo francescano di essere
missionari debba emergere dalla realtà
profonda del nostro carisma, così come ci
chiedono diversi documenti della Chiesa e
anche del nostro Ordine (cfr Ad gentes,
Evangelii nuntiandi; documenti del Capitolo
Generale Straordinario del Messico del
1992): tali testi ci invitano ad essere
veramente frati minori nella semplicità,
umiltà, disponibilità, itineranza di mente e
di cuore, capacità di apertura all’altro,
espropriazione, seguendo in tutto l’esempio
di san Francesco e di altri santi
dell’Ordine come sant’Antonio di Padova e
san Massimiliano Kolbe.
Riteniamo importante diffondere nelle
nostre comunità e Circoscrizioni le diverse
tematiche trattate in questo Congresso, in
particolare una educazione che sappia
condurci dalla multiculturalità alla
interculturalità e l’impegno irrinunciabile
della missione.
Perché tutto ciò possa avere attuazione,
sentiamo il bisogno di offrire alcuni
suggerimenti al governo dell’Ordine e al
prossimo Capitolo Generale:
1) favorire l’elaborazione di un progetto
missionario dell’Ordine che comprenda:
• una migliore conoscenza della nostra
eredità culturale, intellettuale e
spirituale, che nei secoli passati ha
aiutato il nostro Ordine ad essere in
missione;
• una riflessione missiologica francescana;
• una metodologia missionaria francescana;
• una educazione all’inter-culturalità,
soprattutto nei diversi centri formativi
dell’Ordine ,
2) curare e rendere obbligatoria la
preparazione e l’aggiornamento non solo dei
missionari, ma anche dei frati che prestano
servizio in un’altra cultura/nazione;
3) promuovere la solidarietà nel campo
missionario, sia di personale che di
sostegno economico, in particolare per la
formazione;
4) incoraggiare la cooperazione nelle
Conferenze e tra le Conferenze nella
elaborazione di progetti missionari che lo
richiedano, previ eventuali aggiustamenti
giuridici;
5) potenziare il Segretariato generale per
l’animazione missionaria con funzione di
informazione, animazione, progettazione e
coordinamento dei Segretariati provinciali e
di Conferenze;
6) incentivare la compartecipazione in
progetti missionari con i laici,
specialmente con quelli della famiglia
francescana (OFS, MI);
7) continuare l’esperienza dei Congressi
missionari (nazionali, di Conferenze...)
anche su temi specifici (per esempio sul
dialogo con l’Islam), data l’importanza
dello scambio di esperienze e di riflessione
missiologica provenienti da vari contesti;
8) assicurare l’accompagnamento continuo
delle nostre presenze missionarie, offrendo
ai nostri giovani una solida formazione
francescana con formatori adeguatamente
preparati;
9) sviluppare una migliore comunicazione
(lingue comuni, traduzioni e Web) per
favorire la conoscenza reciproca e la
coscienza missionaria tra i frati.
Consapevoli che siamo solo all’inizio di una
cammino verso una rinnovata coscienza
missionaria, che può scaturire solo da una
profonda passione per Gesù Cristo e per
l’uomo, vi invitiamo ad unirvi a noi
nell’approfondire ed estendere queste
riflessioni a tutte le realtà della nostra
famiglia francescana.
I frati partecipanti al primo Congresso
Internazionale Missionario
Cochin - Kerala (India), 21 gennaio 2006
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