Centro Nazionale Unitario di Pastorale Giovanile e Vocazionale dei Frati Minori Conventuali
Basilica di S. Francesco, Piazza S. Francesco, 2 - 06082 ASSISI (PG)

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MISSIONI


LETTERA A TUTTI I FRATI DELL'ORDINE

 
“NON POSSIAMO TACERE CIò CHE ABBIAMO VISTO E ASCOLTATO” (At 4,20)
Lettera a tutti i frati dell’Ordine

Cari frati, vi giunga un saluto di pace e bene in Gesù Cristo e nel Serafico Padre san Francesco. Ci siamo riuniti a Cochin nello stato del Kerala, in India, con il Ministro Generale e il suo definitorio, per il primo Congresso Internazionale Missionario, nei giorni 12-22 gennaio 2006.

Abbiamo riflettuto insieme con attenzione sul tema: “Formare Frati Minori Conventuali all’internazionalità e alla missione all’inizio del terzo millennio”. Alla conclusione dei lavori del Congresso sentiamo anzitutto il dovere e la gioia di ringraziare i nostri fratelli della Custodia provinciale S. Massimiliano Kolbe dell’India, i quali si sono prodigati con grande disponibilità per rendere confortevole il nostro soggiorno e per facilitare in ogni maniera i nostri lavori, senza trascurare di farci conoscere alcuni aspetti particolarmente significativi della cultura e del territorio. Ci ha riempito di meraviglia una Custodia in rapida crescita, che manifesta una singolare vitalità e vivacità francescana e un vivo senso di appartenenza all’Ordine. Ci siamo davvero sentiti accolti come fratelli!

Siamo riconoscenti a Dio per esserci potuti incontrare così numerosi (eravamo 68 frati) provenienti dai cinque continenti, di lingue e culture diverse, uniti dall’obiettivo di promuovere un rinnovato impegno missionario ed offrire spunti per una aggiornata metodologia missionaria dell’Ordine. Le relazioni ascoltate, la condivisione di esperienze e gli scambi fraterni si sono incentrati sui temi: fraternità, vangelo, multiculturalità e inter-culturalità, missione. Molto attenta e coinvolgente è stata la partecipazione di tutti i presenti.

Il pellegrinaggio ai luoghi di san Tommaso apostolo, secondo la tradizione primo evangelizzatore dell’India, l’incontro con i cardinali Ivan Dias, Arcivescovo di Mumbai, e Varkei Vithayathil, Arcivescovo di Ernakulam, Primate per il rito siro-malabrico, la celebrazione domenicale dell’Eucaristia in rito siro-malabarico, la visita a luoghi significativi della Custodia come il postulato ed il seminario maggiore, nonché una escursione in barca in una zona molto suggestiva, hanno completato in modo significativo questa esperienza di condivisione.

Durante il Congresso abbiamo riflettuto su una serie di argomenti, che vogliamo qui richiamare sinteticamente.
 Il mondo in cui molti di noi vivono è segnato dal fenomeno del secolarismo, dalla indifferenza e soprattutto dalla globalizzazione: tutto questo produce sovente una profonda crisi dei valori umani, religiosi, sociali e culturali; crea inoltre un deterioramento della situazione economica, che incrementa la povertà, l’ingiustizia, l’esclusione di troppi dall’uso dei beni ed i flussi migratori verso l’Occidente e le megalopoli. Questi fenomeni accelerano i processi di internazionalità e di multiculturalità, i quali però non sono quasi mai accompagnati da un vero dialogo interculturale. Si tratta di situazioni che interpellano la Chiesa e la vita religiosa, e dunque anche il nostro Ordine, e che ci chiedono un cambiamento del nostro “essere in missione”.
 Costatiamo che la Chiesa, e anche il nostro Ordine, stanno provvidenzialmente crescendo, anche quantitativamente, nel Sud del mondo (Asia, Africa, America Latina). Questo fatto ci stimola non solo a saper accogliere la diversità del fratello come dono di Dio (Testamento 1), ma anche a costruire una vera fraternità in costante ascolto reciproco e in permanente scambio culturale. Questo processo esige una grande apertura di mente e di cuore ed una conversione permanente da autentici frati minori.
 La nostra missione ha una radice trinitaria: scaturisce dall’unica missione del Figlio di Dio, Gesù Cristo, inviato dal Padre (cfr Ad gentes 2), e si attua soprattutto nella testimonianza di una vita contemplativa, santa, fraterna (cfr Redemptoris missio 90). La missione ci riguarda veramente tutti, in tutti i luoghi in cui l’Ordine è presente. Vogliamo sottolineare che anche i frati che vivono nelle chiese di antica o non recente fondazione, in ambienti spesso molto secolarizzati ed indifferenti, sono chiamati ad “andare”, con umiltà e semplicità, verso i fratelli ai quali la figura di Gesù e l’appartenenza alla Chiesa “non interessa”. E vogliamo anche ricordare che l’impegno per la giustizia, la pace, la salvaguardia del creato, il dialogo interreligioso sono parte irrinunciabile della missione.
 Alla luce della Parola di Dio, e chiedendo l’intelligenza che viene dallo Spirito, accogliamo con umiltà i doni che il Signore ha operato nel nostro Ordine: il notevole incremento della nostra presenza in nuovi paesi negli ultimi 40 anni, specialmente nel Sud del mondo e nell’Est europeo, la generosa disponibilità di molti frati per la missione ad gentes, le nuove vocazioni alla vita francescana, la testimonianza profetica di alcuni frati in ambienti difficili ed emarginati che abbiamo potuto conoscere anche nel corso del Congresso, la ricerca di nuovi spazi di presenza francescana particolarmente nel dialogo inter-religioso secondo lo “spirito di Assisi”, la solidarietà espressa da molti benefattori.
 Nello stesso tempo, siamo coscienti dei nostri errori personali ed istituzionali che hanno ostacolato la nostra missione di frati minori: un certo individualismo nelle iniziative missionarie, un modo troppo occidentale di operare nelle missioni ad gentes, una scarsa collaborazione fra le Province, la carenza di preparazione dei missionari, la mancanza di un vero progetto missionario dell’Ordine.
 La revisione della nostra storia recente, alla luce del nostro carisma, ci spinge a rinnovare il nostro impegno di vita fraterna, di minorità, di testimonianza evangelica e di conversione permanente, annunciando il regno di Dio e la sua giustizia mediante una vita in semplicità e una scelta preferenziale per i poveri, gli emarginati, senza temere di aprire un dialogo sincero con tutti, come ci insegna con grande efficacia il nostro Padre san Francesco (cfr Rnb XVI). Da questa esperienza di Congresso noi sentiamo, come gli apostoli, che “non possiamo tacere ciò che abbiamo visto e ascoltato” (At 4,20).
 Pensiamo che il modo francescano di essere missionari debba emergere dalla realtà profonda del nostro carisma, così come ci chiedono diversi documenti della Chiesa e anche del nostro Ordine (cfr Ad gentes, Evangelii nuntiandi; documenti del Capitolo Generale Straordinario del Messico del 1992): tali testi ci invitano ad essere veramente frati minori nella semplicità, umiltà, disponibilità, itineranza di mente e di cuore, capacità di apertura all’altro, espropriazione, seguendo in tutto l’esempio di san Francesco e di altri santi dell’Ordine come sant’Antonio di Padova e san Massimiliano Kolbe.
 Riteniamo importante diffondere nelle nostre comunità e Circoscrizioni le diverse tematiche trattate in questo Congresso, in particolare una educazione che sappia condurci dalla multiculturalità alla interculturalità e l’impegno irrinunciabile della missione.
Perché tutto ciò possa avere attuazione, sentiamo il bisogno di offrire alcuni suggerimenti al governo dell’Ordine e al prossimo Capitolo Generale:
1) favorire l’elaborazione di un progetto missionario dell’Ordine che comprenda:
• una migliore conoscenza della nostra eredità culturale, intellettuale e spirituale, che nei secoli passati ha aiutato il nostro Ordine ad essere in missione;
• una riflessione missiologica francescana;
• una metodologia missionaria francescana;
• una educazione all’inter-culturalità, soprattutto nei diversi centri formativi dell’Ordine ,
2) curare e rendere obbligatoria la preparazione e l’aggiornamento non solo dei missionari, ma anche dei frati che prestano servizio in un’altra cultura/nazione;
3) promuovere la solidarietà nel campo missionario, sia di personale che di sostegno economico, in particolare per la formazione;
4) incoraggiare la cooperazione nelle Conferenze e tra le Conferenze nella elaborazione di progetti missionari che lo richiedano, previ eventuali aggiustamenti giuridici;
5) potenziare il Segretariato generale per l’animazione missionaria con funzione di informazione, animazione, progettazione e coordinamento dei Segretariati provinciali e di Conferenze;
6) incentivare la compartecipazione in progetti missionari con i laici, specialmente con quelli della famiglia francescana (OFS, MI);
7) continuare l’esperienza dei Congressi missionari (nazionali, di Conferenze...) anche su temi specifici (per esempio sul dialogo con l’Islam), data l’importanza dello scambio di esperienze e di riflessione missiologica provenienti da vari contesti;
8) assicurare l’accompagnamento continuo delle nostre presenze missionarie, offrendo ai nostri giovani una solida formazione francescana con formatori adeguatamente preparati;
9) sviluppare una migliore comunicazione (lingue comuni, traduzioni e Web) per favorire la conoscenza reciproca e la coscienza missionaria tra i frati.


Consapevoli che siamo solo all’inizio di una cammino verso una rinnovata coscienza missionaria, che può scaturire solo da una profonda passione per Gesù Cristo e per l’uomo, vi invitiamo ad unirvi a noi nell’approfondire ed estendere queste riflessioni a tutte le realtà della nostra famiglia francescana.


I frati partecipanti al primo Congresso Internazionale Missionario

Cochin - Kerala (India), 21 gennaio 2006