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Basilica
di San Francesco, Assisi:
Visita Spirituale Artistica della
Basilica-Reliquiario
che custodisce il corpo
del Serafico Padre San FRANCESCO |
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“il Signore vi doni la sua Pace”
Con queste semplici parole Francesco
desidera invitarvi a condividere la sua
esperienza spirituale attraversando il
santuario che ne custodisce il corpo, luogo
della memoria, ricco di espressioni
artistiche ma soprattutto spazio
privilegiato per l’incontro con Dio.
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Il
luogo:
Sull’antico colle dell’inferno, così
chiamato perché lì venivano eseguite le pene
capitali, dal 17 luglio 1228 con la
posizione della prima pietra il papa
Gregorio IX dà inizio alla costruzione di
questo santuario che vuole celebrare la
gloria di Dio attraverso l’opera semplice ed
umile del Poverello di Assisi.
Francesco muore la sera del 3 ottobre 1226,
le sue spoglie mortali vengono inizialmente
sepolte nella cappella di S. Giorgio che si
trovava entro le mura della città, in attesa
della costruzione di un luogo che potesse
riflettere lo splendore della santità di
vita attraverso la quale Francesco aveva
testimoniato al mondo le meraviglie di Dio.
Il 25 maggio 1230, meno di due anni dopo la
posizione della prima pietra, il corpo di
Francesco viene traslato nella nuova
Basilica che diventerà reliquiario per
“frate corpo”, e quello che fu il colle
dell’inferno diventa colle del Paradiso.
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La struttura del santuario:
Fin dall’inizio pensata e costruita su due
piani,
la Chiesa Inferiore o Chiesa Sepolcrale
rappresenta il luogo verso cui i pellegrini
si orientano per la venerazione e la
preghiera; l’altare sotto il quale è
custodito il corpo di Francesco rappresenta
il punto centrale, la meta prima del cammino
che conduce alla tomba di san Francesco.
La Chiesa Superiore riservata alla
Celebrazione, rappresenta il luogo in cui i
pellegrini si ritrovano per dare gloria al
Signore Risorto.
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La tomba:
Solo dopo la messa in luce delle reliquie
nel dicembre 1818, si scavò intorno al
loculo contenente il sarcofago in pietra per
creare uno spazio che permette ai pellegrini
un cammino rotatorio intorno al sepolcro.
Nel percorso spirituale che i frati
propongono al pellegrino, la tomba
rappresenta il luogo più importante di
questo cammino alla scoperta dell’esperienza
francescana; luogo di preghiera per
eccellenza, essa è invito al silenzio,
all’incontro col Padre, alla confidenza
intima con il Dio amore, Padre di
misericordia.
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La chiesa Inferiore:
- Nell’atrio i pellegrini vengono accolti da
un frate e invitati a godersi spiritualmente
il tempo che trascorreranno nel festoso
santuario.
La navata che conduce verso l’altare, porta
le decorazioni più antiche di tutto il
complesso basilicale (1265 circa), l’anonimo
autore di questi affreschi sviluppa due
brevi cicli posti l’uno di fronte all’altro:
a sinistra Francesco spogliato, sorregge il
Laterano, benedice gli uccelli,
stimmatizzato, morto;
a destra Gesù spogliato, crocifisso,
deposto, sepolto, alla cena di Emmaus;
questi due cicli sono legati tra di loro dal
tema della Passione di Cristo e passione di
Francesco. “Francesco apparve crocifisso”,
scrive frate Elia nella lettera che annuncia
il transito (morte) di Francesco con i segni
delle stimmate sulle mani, sui piedi e sul
costato.
- I transetti nord e sud ci aiutano a
meditare due grandi misteri della nostra
fede: quello dell’incarnazione del figlio di
Dio e quello della passione morte
risurrezione di Cristo.
Nel transetto nord troviamo raffigurate le
scene dell’annunciazione, visitazione,
natività, adorazione, presentazione, fuga in
Egitto, massacro degli innocenti e
ritrovamento di Gesù nel tempio; affrescate
da Giotto queste immagini rimandano alla
precarietà nella quale il figlio di Dio si
fa uomo, nato lungo la via deposto in una
mangiatoia perché non c’era posto in
albergo. Sempre in questo transetto, in un
dipinto mutilato a causa di interventi di
ristrutturazione, Cimabue permette ai
visitatori di incontrare e in qualche modo
conoscere Francesco, nell’immagine ritratto
più storicamente attendibile, eseguita verso
il 1277.
Nel transetto sud si trovano raffigurate le
scene dell’ingresso a Gerusalemme, l’ultima
cena, la via del Calvario fino alla
risurrezione e ascensione al cielo;
Francesco nelle sue predicazioni conduceva i
fedeli a meditare sul mistero di colui che
non amato da la vita per amore.
Pietro Lorenzetti nel 1320 circa, viene
incaricato di affrescare questo transetto
che con brillante maestria offre agli occhi
e al cuore la possibilità di avvicinare il
mistero della risurrezione.
- Quasi a fare da trait d’union tra i due
transetti, guardando lo spazio soprastante
l’altare maggiore, la crociera con le
quattro vele raffiguranti le allegorie
francescane (bottega di Giotto, 1315 circa)
che rappresentano un vero e proprio
concentrato della vita e della spiritualità
di Francesco. Fondate sulle parole del Santo
Evangelo, obbedienza, povertà e purità di
cuore, accompagnano lo stile di vita dei
frati che sull’esempio di Cristo stesso
obbediente, povero, puro di cuore testimonia
al mondo la via che conduce al Padre. La
quarta vela che raffigura il Glorioso
Francesco ci rimanda al monte delle
beatitudini e alla gloriosa vittoria di
coloro che lottano contro il male e le
tentazione.
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Le crocifissioni:
“Guardiamo fratelli tutti il buon pastore
che per salvare le sue pecore sostenne la
passione della croce” (Ammonizione VI,1).
L’insistente raffigurazione di Cristo
crocifisso rimanda all’esperienza spirituale
di Francesco che ebbe inizio davanti alla
croce di san Damiano per trovare compimento
sulla Verna, luogo in cui ricevette le
stimmate. Ovunque presente, l’immagine della
croce è l’invito che Francesco rivolge al
credente affinché anch’esso arrivi a dare
centralità al Cristo minore, obbediente fino
alla morte di croce; per questo Giotto nel
transetto nord (1310) e Pietro Lorenzetti
nel transetto sud (1320) rappresentano le
due grandi crocifissioni che invitano a
meditare il supremo gesto d’amore.
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Il
chiostro Sisto IV:
Continuando il nostro percorso; ai lati
dell’abside le scale che conducono
all’esterno, precisamente nel piano
superiore del chiostro Sisto IV. Ammirabile
per la sua originalità architettonica e
artistica, il chiostro rappresenta
l’occasione per una pausa utile a coloro che
con sguardo attento si accingono ad entrare
nella parte superiore della Basilica. Da qui
infatti salendo le scalinate si ha la
possibilità di accedere alla cattedra
pontificia; luogo riservato alla solennità
del momento celebrativo per eccellenza,
l’Eucaristia.
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La chiesa Superiore:
l’abside, i transetti la navata, tutto un
progetto iconografico che invita ciascuno di
noi a salire verso il monte dell’Ascensione,
dove Cristo ricongiunto al Padre, attira a
se il popolo dei salvati.
Incantati dalla luminosità e dai colori
della basilica che guarda ad Oriente lì dove
il sole riprende pieno vigore, il pellegrino
si trova spalle alla cattedra pontificia,
nel punto ideale per la lettura della vasta
decorazione che lo circonda (Maestri Romani,
Botteghe Fiorentine e Senesi, 1290-1320
circa).
La cattedra pontificia simbolizza la stretta
unione ed universalità dell’ordine
Francescano con la chiesa di Roma nel mondo
intero; riguardo all’universalità
dell’ordine francescano il cardinale Jacques
da Vitry osservò: “il loro chiostro è il
mondo intero”.
Le tematiche sviluppate da Cimabue e bottega
nel 1277 riguardano: il breve ciclo dedicato
a Maria nell’abside, il ciclo dedicato agli
apostoli nel transetto nord e quello
apocalittico nel transetto sud. Le vele
della crociera raffigurano i quattro
evangelisti che annunciano e scrivono il
vangelo, esse fanno sintesi di queste
tematiche in cui la chiesa apostolica,
accompagnata da Maria, illuminata dal
vangelo, cammina verso Cristo. Importante
sottolineare che questi temi fanno memoria
delle devozioni liturgiche particolarmente
care a Francesco il quale celebrava con
grande solennità i SS. Pietro e Paolo, Maria
Assunta, S. Michele Arcangelo.
Al centro di questo edificio a forma di
croce, l’altare, dove il pane ed il vino
diventano corpo e sangue di Cristo nella
celebrazione dell’eucaristia, esso
rappresenta il costato ferito di Gesù
crocifisso da cui è nata la chiesa popolo di
Dio.
Anche in questa chiesa ritroviamo due
splendide crocifissioni, opera di Cimabue e
aiuti, 1280, con la caratteristica tipica di
tutta una lunga serie di crocifissioni
tipicamente francescane che mostrano ai
piedi della croce figure di Francesco o di
frati.
Tema prevalente della Basilica di Assisi che
rappresenta una novità dal punto di vista
teologico è quello del Dio Giudicato e
Condannato dall’uomo, rispetto al tema
classico del Dio Giudice dell’uomo, tipico
dell’arte cristiana precedente. L’arte
francescana privilegia la teologia del
vangelo di Giovanni “Dio non ha mandato il
suo figlio nel mondo per condannare il mondo
ma perché il mondo si salvi per mezzo di
lui” (Gv 12,3).
Con Francesco il pellegrino scopre il
cammino della misericordia del Padre, e come
ogni santuario Assisi è per vocazione
naturale il luogo in cui si manifesta tale
miseri-cor-dia che sta a significare la
presenza di Gesù cuore di Dio nella miseria
umana (salmo per Natale,5).
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La navata centrale:
in basso, lungo i lati delle pareti
nord-est-sud dell’edificio, il ciclo san
francescano con 28 episodi riguardanti la
vita di san Francesco. Questi affreschi
prendono ispirazione dalla Legenda Maggiore
di san Bonaventura, e vengono realizzati in
occasione della vigilia del primo giubileo
indetto da Bonifacio VIII (1300). Scopo di
questi affreschi era quello di presentare ai
pellegrini l’esemplarità di un Santo che
aveva saputo testimoniare in modo prefetto e
guidato dalla parola di Dio la maniera per
camminare verso la pace armoniosa della
creazione.
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Uscendo
dalla Basilica:
La via della bellezza che ci ha accompagnati
fino ad ora, sollecita colui che con spirito
attento si lascia coinvolgere totalmente e
la gioia che ne scaturisce apre l’umanità
verso nuovi traguardi; il crocifisso di san
Damiano dice “Francesco va …”
Che ogni pellegrino scopra sulla cima di
questo sacro Colle la fiamma ardente
dell’Amare di Dio che dice a ciascuno VA ... |
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