Centro Nazionale Unitario di Pastorale Giovanile e Vocazionale dei Frati Minori Conventuali
Basilica di S. Francesco, Piazza S. Francesco, 2 - 06082 ASSISI (PG)

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Dove siamo

Basilica di San Francesco, Assisi:
Visita Spirituale Artistica della Basilica-Reliquiario
che custodisce il corpo
del Serafico Padre San FRANCESCO

 

 
“il Signore vi doni la sua Pace”

Con queste semplici parole Francesco desidera invitarvi a condividere la sua esperienza spirituale attraversando il santuario che ne custodisce il corpo, luogo della memoria, ricco di espressioni artistiche ma soprattutto spazio privilegiato per l’incontro con Dio.
 


Il luogo:
Sull’antico colle dell’inferno, così chiamato perché lì venivano eseguite le pene capitali, dal 17 luglio 1228 con la posizione della prima pietra il papa Gregorio IX dà inizio alla costruzione di questo santuario che vuole celebrare la gloria di Dio attraverso l’opera semplice ed umile del Poverello di Assisi.
Francesco muore la sera del 3 ottobre 1226, le sue spoglie mortali vengono inizialmente sepolte nella cappella di S. Giorgio che si trovava entro le mura della città, in attesa della costruzione di un luogo che potesse riflettere lo splendore della santità di vita attraverso la quale Francesco aveva testimoniato al mondo le meraviglie di Dio.
Il 25 maggio 1230, meno di due anni dopo la posizione della prima pietra, il corpo di Francesco viene traslato nella nuova Basilica che diventerà reliquiario per “frate corpo”, e quello che fu il colle dell’inferno diventa colle del Paradiso.
 

La struttura del santuario:
Fin dall’inizio pensata e costruita su due piani,
la Chiesa Inferiore o Chiesa Sepolcrale rappresenta il luogo verso cui i pellegrini si orientano per la venerazione e la preghiera; l’altare sotto il quale è custodito il corpo di Francesco rappresenta il punto centrale, la meta prima del cammino che conduce alla tomba di san Francesco.
La Chiesa Superiore riservata alla Celebrazione, rappresenta il luogo in cui i pellegrini si ritrovano per dare gloria al Signore Risorto.
 

La tomba:
Solo dopo la messa in luce delle reliquie nel dicembre 1818, si scavò intorno al loculo contenente il sarcofago in pietra per creare uno spazio che permette ai pellegrini un cammino rotatorio intorno al sepolcro.
Nel percorso spirituale che i frati propongono al pellegrino, la tomba rappresenta il luogo più importante di questo cammino alla scoperta dell’esperienza francescana; luogo di preghiera per eccellenza, essa è invito al silenzio, all’incontro col Padre, alla confidenza intima con il Dio amore, Padre di misericordia.
 
La chiesa Inferiore:
- Nell’atrio i pellegrini vengono accolti da un frate e invitati a godersi spiritualmente il tempo che trascorreranno nel festoso santuario.
La navata che conduce verso l’altare, porta le decorazioni più antiche di tutto il complesso basilicale (1265 circa), l’anonimo autore di questi affreschi sviluppa due brevi cicli posti l’uno di fronte all’altro:
a sinistra Francesco spogliato, sorregge il Laterano, benedice gli uccelli, stimmatizzato, morto;
a destra Gesù spogliato, crocifisso, deposto, sepolto, alla cena di Emmaus;
questi due cicli sono legati tra di loro dal tema della Passione di Cristo e passione di Francesco. “Francesco apparve crocifisso”, scrive frate Elia nella lettera che annuncia il transito (morte) di Francesco con i segni delle stimmate sulle mani, sui piedi e sul costato.
- I transetti nord e sud ci aiutano a meditare due grandi misteri della nostra fede: quello dell’incarnazione del figlio di Dio e quello della passione morte risurrezione di Cristo.
Nel transetto nord troviamo raffigurate le scene dell’annunciazione, visitazione, natività, adorazione, presentazione, fuga in Egitto, massacro degli innocenti e ritrovamento di Gesù nel tempio; affrescate da Giotto queste immagini rimandano alla precarietà nella quale il figlio di Dio si fa uomo, nato lungo la via deposto in una mangiatoia perché non c’era posto in albergo. Sempre in questo transetto, in un dipinto mutilato a causa di interventi di ristrutturazione, Cimabue permette ai visitatori di incontrare e in qualche modo conoscere Francesco, nell’immagine ritratto più storicamente attendibile, eseguita verso il 1277.
Nel transetto sud si trovano raffigurate le scene dell’ingresso a Gerusalemme, l’ultima cena, la via del Calvario fino alla risurrezione e ascensione al cielo; Francesco nelle sue predicazioni conduceva i fedeli a meditare sul mistero di colui che non amato da la vita per amore.
Pietro Lorenzetti nel 1320 circa, viene incaricato di affrescare questo transetto che con brillante maestria offre agli occhi e al cuore la possibilità di avvicinare il mistero della risurrezione.
- Quasi a fare da trait d’union tra i due transetti, guardando lo spazio soprastante l’altare maggiore, la crociera con le quattro vele raffiguranti le allegorie francescane (bottega di Giotto, 1315 circa) che rappresentano un vero e proprio concentrato della vita e della spiritualità di Francesco. Fondate sulle parole del Santo Evangelo, obbedienza, povertà e purità di cuore, accompagnano lo stile di vita dei frati che sull’esempio di Cristo stesso obbediente, povero, puro di cuore testimonia al mondo la via che conduce al Padre. La quarta vela che raffigura il Glorioso Francesco ci rimanda al monte delle beatitudini e alla gloriosa vittoria di coloro che lottano contro il male e le tentazione.
 
Le crocifissioni:
“Guardiamo fratelli tutti il buon pastore che per salvare le sue pecore sostenne la passione della croce” (Ammonizione VI,1). L’insistente raffigurazione di Cristo crocifisso rimanda all’esperienza spirituale di Francesco che ebbe inizio davanti alla croce di san Damiano per trovare compimento sulla Verna, luogo in cui ricevette le stimmate. Ovunque presente, l’immagine della croce è l’invito che Francesco rivolge al credente affinché anch’esso arrivi a dare centralità al Cristo minore, obbediente fino alla morte di croce; per questo Giotto nel transetto nord (1310) e Pietro Lorenzetti nel transetto sud (1320) rappresentano le due grandi crocifissioni che invitano a meditare il supremo gesto d’amore.
 
Il chiostro Sisto IV:
Continuando il nostro percorso; ai lati dell’abside le scale che conducono all’esterno, precisamente nel piano superiore del chiostro Sisto IV. Ammirabile per la sua originalità architettonica e artistica, il chiostro rappresenta l’occasione per una pausa utile a coloro che con sguardo attento si accingono ad entrare nella parte superiore della Basilica. Da qui infatti salendo le scalinate si ha la possibilità di accedere alla cattedra pontificia; luogo riservato alla solennità del momento celebrativo per eccellenza, l’Eucaristia.
 
La chiesa Superiore:
l’abside, i transetti la navata, tutto un progetto iconografico che invita ciascuno di noi a salire verso il monte dell’Ascensione, dove Cristo ricongiunto al Padre, attira a se il popolo dei salvati.
Incantati dalla luminosità e dai colori della basilica che guarda ad Oriente lì dove il sole riprende pieno vigore, il pellegrino si trova spalle alla cattedra pontificia, nel punto ideale per la lettura della vasta decorazione che lo circonda (Maestri Romani, Botteghe Fiorentine e Senesi, 1290-1320 circa).
La cattedra pontificia simbolizza la stretta unione ed universalità dell’ordine Francescano con la chiesa di Roma nel mondo intero; riguardo all’universalità dell’ordine francescano il cardinale Jacques da Vitry osservò: “il loro chiostro è il mondo intero”.
Le tematiche sviluppate da Cimabue e bottega nel 1277 riguardano: il breve ciclo dedicato a Maria nell’abside, il ciclo dedicato agli apostoli nel transetto nord e quello apocalittico nel transetto sud. Le vele della crociera raffigurano i quattro evangelisti che annunciano e scrivono il vangelo, esse fanno sintesi di queste tematiche in cui la chiesa apostolica, accompagnata da Maria, illuminata dal vangelo, cammina verso Cristo. Importante sottolineare che questi temi fanno memoria delle devozioni liturgiche particolarmente care a Francesco il quale celebrava con grande solennità i SS. Pietro e Paolo, Maria Assunta, S. Michele Arcangelo.
Al centro di questo edificio a forma di croce, l’altare, dove il pane ed il vino diventano corpo e sangue di Cristo nella celebrazione dell’eucaristia, esso rappresenta il costato ferito di Gesù crocifisso da cui è nata la chiesa popolo di Dio.
Anche in questa chiesa ritroviamo due splendide crocifissioni, opera di Cimabue e aiuti, 1280, con la caratteristica tipica di tutta una lunga serie di crocifissioni tipicamente francescane che mostrano ai piedi della croce figure di Francesco o di frati.
Tema prevalente della Basilica di Assisi che rappresenta una novità dal punto di vista teologico è quello del Dio Giudicato e Condannato dall’uomo, rispetto al tema classico del Dio Giudice dell’uomo, tipico dell’arte cristiana precedente. L’arte francescana privilegia la teologia del vangelo di Giovanni “Dio non ha mandato il suo figlio nel mondo per condannare il mondo ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui” (Gv 12,3).
Con Francesco il pellegrino scopre il cammino della misericordia del Padre, e come ogni santuario Assisi è per vocazione naturale il luogo in cui si manifesta tale miseri-cor-dia che sta a significare la presenza di Gesù cuore di Dio nella miseria umana (salmo per Natale,5).
 
La navata centrale:
in basso, lungo i lati delle pareti nord-est-sud dell’edificio, il ciclo san francescano con 28 episodi riguardanti la vita di san Francesco. Questi affreschi prendono ispirazione dalla Legenda Maggiore di san Bonaventura, e vengono realizzati in occasione della vigilia del primo giubileo indetto da Bonifacio VIII (1300). Scopo di questi affreschi era quello di presentare ai pellegrini l’esemplarità di un Santo che aveva saputo testimoniare in modo prefetto e guidato dalla parola di Dio la maniera per camminare verso la pace armoniosa della creazione.
 
Uscendo dalla Basilica:
La via della bellezza che ci ha accompagnati fino ad ora, sollecita colui che con spirito attento si lascia coinvolgere totalmente e la gioia che ne scaturisce apre l’umanità verso nuovi traguardi; il crocifisso di san Damiano dice “Francesco va …”
Che ogni pellegrino scopra sulla cima di questo sacro Colle la fiamma ardente dell’Amare di Dio che dice a ciascuno VA ...